FREE TO PLAY…UNA PIAGA…MA PER DAVVERO?

Il lato oscuro del F2P (in gergo)

“articolo per famiglie”

Spesso ci troviamo a sentire, provare o leggere di un nuovo fantastico “Free to Play” ovvero un titolo che, nonostante una qualità davvero impressionante, ci viene donato, regalato, omaggiato dalla casa produttrice, è questo il caso di Apex Legends, Warframe e Fortcoso; giochi che, nelle prime ore di utilizzo ci appaiono forse perfino fin troppo belli per essere TOTALMENTE GRATUITI, tanto che da lì non passerà molto prima di trovarci faccia a faccia con il coloratissimo, pienissimo e golosissimo STORE (vedi img) all’ interno della quale troveremo OGNI sorta di accessorio, costume e purtroppo in qualche caso POWER UP, il tutto rigorosamente acquistabile con soldi reali.

Qualche tempo fa venne alla luce una notiziuola capace di scuotere le anime (e non solo) di ogni madre, padre e fratello maggiore (quei fratelli che a volte superano un pochino la linea di demarcazione tra fratello e genitore) con un pargolo in casa, ve la riporto: “Bambino spende 691 Sterline in microtransazioni in quasi tre giorni” questa fu la tragica notizia capace di far tremare i portafogli di tantissimi genitori che ancora dovevano capire se i loro figli fossero utenti di questo Battle Royale ultrafamoso che tutti conosciamo (si dai lo sapete qual’è).

Certo, lasciare la carta di credito memorizzata all’ interno di una console che utilizzerà prevalentemente un bambino sotto i dieci anni potrebbe non essere la mossa migliore della vostra vita, soprattutto perchè non conoscendo il valore del denaro potrebbe tranquillamente non sapere di stare gettando nel nulla un mese di sudore e fatica.

E se non fosse tutto marcio?

Non tutto è oro ciò che luccica, ma nemmeno è senza valore tutto quello che non lo fa; è certamente vero e sotto gli occhi di tutti quanto a livello di potenzialità di guadagno un F2P abbia di certo una marcia in più rispetto a un TRIPLA A fatto, finito e portato sullo scaffale (è stimato che l’ utente medio di un free to play arrivi a spendere decisamente più soldi rispetto ai 70€ di un gioco completo) è anche vero che questi titoli di grandissima qualità moltissimi utenti trovano la loro unica possibilità per videogiocare con amici o coetanei, basti pensare ai nuovi utenti, di cui l’ età si va abbassando sempre di più e che spesso non hanno indipendenza economica nè genitori disposti a spendere i soldi di un titolo “a prezzo pieno” e che quindi, senza questo genere di giochi, sarebbero privati di una passione, passatempo o sfogo (come dir si voglia).

Quindi arriviamo al “verdetto” e al mio abituale consiglio; i Free to Play sono il male? no, ma vanno saputi prendere dal verso corretto e usati con giudizio, sono prodotti di estrema validità (spesso superiori a titoli da 70€) e godibili tranquillamente senza alcuna spesa folle.

Ah e perchè voi lo sappiate, un bambino di NOVE anni non può capire quante siano 700 sterline, ma un padre che gli fa anche solo compagnia mentre pratica la sua passione avrebbe potuto tranquillamente spiegarglielo.

da Gamer/Aki è tutto anche per questa volta.

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