Come si guardano gli esports? – Starcraft 2, parte 1

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Continuiamo la nostra panoramica nel mondo degli esports, passando stavolta a parlare delle meccaniche di base dell’RTS di “mamma” Blizzard.

Disclaimer: si tratta di una guida pensata per i principianti e coloro che vogliono affacciarsi al mondo degli esports. Alcuni passi sono volutamente semplicistici data la natura dell’articolo, ma sono ben accetti suggerimenti o critiche nei commenti.

Oltre ad essere uno dei più famosi esponenti dello strategico in tempo reale, Starcraft è da più di 20 anni uno dei titoli più seguiti nel mondo esportivo. Nonostante la sua struttura piuttosto lenta e macchinosa rispetto ad un più immediato fps come COD o CS:GO o ad un più leggibile gioco di carte come Hearthstone, è palese il fascino che il gioco del 1998 ed il suo seguito del 2010 hanno su un pubblico sempre vastissimo. In particolare in questa e in future guide ci soffermeremo proprio su Starcraft 2 – quello attualmente “canon” per le competizioni.

Cosa si intende per “meccaniche”? Come accennato nel corrispettivo articolo su League of Legends, anche in Starcraft 2 le meccaniche sono divise in micromeccaniche macromeccaniche. Le prime rappresentano la capacità di comandare e guidare le differenti unità, conoscendone e sfruttandone tutte le varie caratteristiche (come velocità di movimento, raggio di fuoco, tipologia di attacco – terra-aria o terra-terra o aria-terra – e molte altre) e abilità. Un giocatore capace dal punto di vista micromeccanico è spesso un giocatore capace di vincere negli scontri campali le sue partite, con outplaystrategie particolari, quale può essere l’utilizzo di una tipologia di unità poco diffusa (ad esempio, la strategia usata dall’americana Scarlett contro Bomber nel 2013, basata sull’utilizzo di Baneling).

La macro invece rappresenta la gestione dell’economia da parte del giocatore: un bravo giocatore dal punto di vista macroscopico è un giocatore che mantiene attivi i suoi lavoratori, basso il suo numero di minerali e vespene e in funzione i suoi edifici. In un gioco basato sul numero e sulla qualità della propria armata, avere troppe risorse inutilizzate rispetto all’avversario significa semplicemente e probabilmente avere unità in meno.

Se ovviamente col salire del livello di gioco è una migliore capacità macromeccanica a fare spesso la differenza, non bisogna mai sottovalutare la micro. Per questo in Starcraft 2 – e negli strategici in generale – uno degli aspetti più importanti per valutare un giocatore è la sua capacità di multitasking, saper compiere in contemporanea il maggior numero di azioni possibili su diverse parti della mappa, spesso anche molto lontane l’una dall’altra (basti pensare al finlandese Serral, considerato il miglior giocatore attualmente in circolazione, spesso ineccepibile nella sua gestione globale). Per questo una delle statistiche che spesso vengono – forse anche esageratamente – considerate nella valutazione di un giocatore è l’APM, actions per minutes: più click e tasti si premono, più azioni si compiono. I professionisti del gioco arrivano a cifre altissime, vicine alle 200 APM.

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