Al giorno d’oggi effettuare una telefonata appare qualcosa di scontato, quasi banale, in particolare con l’affermazione degli smartphone e di internet che in molti casi grazie alla unicità ed alla universalità hanno portato le telefonate a diventare qualcosa di parzialmente obsoleto. Il gettone telefonico è in qualche modo “antenato” di strumenti oggi molto utilizzati, anche se non corrisponde ad oggetti in realtà così antichi, in quanto fino a poche decadi fa erano utilizzati. Oggi come allora, i gettoni telefonici rappresentano qualcosa di intrinsecamente culturale nell’immaginario comune come qualcosa da collezionare. Ma quanto può valere un vecchio gettone telefonico 7805?
La risposta può essere a dir poco sorprendente.
Quanto vale?
Il gettone telefonico in Italia ha costituito un’invenzione estremamente importante, a tratti fondamentale per abituare la popolazione italiana al concetto di telefonata privata. Infatti molto prima dell’adozione dei cellulari, fin dagli anni 30, per tutto il periodo successivo durato fino alla fine del secolo scorso, sono fondamentalmente dei sostituti delle monete che sono stati ampiamente diffusi ed utilizzati per i telefoni pubblici, sia diffusi nei luoghi come bar, locali vari, ma anche uffici, ma anche nelle oramai iconiche cabine telefoniche, vero e proprio cimelio in molti paesi, essendo oramai in disuso con la telefonia mobile.
Tutti i gettoni prodotti dal 1959 fino al 1980 hanno un’unica forma e dimensione per ogni regione, con le 3 scanalature, realizzate per essere maggiormente agevoli nell’inserimento delle fessure disposte nel telefono, e sono tutti forniti di 4 cifre, che hanno un significato preciso.
Queste infatti indicano rispettivamente l’anno di produzione nelle prime due cifre, ed il mese nelle seconde due. Ciò significa quindi che il gettone 7805 è stato prodotto nel 1978, nel mese di maggio che è per l’appunto il quinto secondo il calendario.
Quanto vale? Dipende dalle condizioni di conservazione ma anche dalla forma di acquirente: di appassionati di gettoni ce ne sono parecchi ma non tutti corrispondono alla stessa valutazione in merito ad un esemplare di questo tipo, che è generalmente valutato dai 10 euro se in buono stato, fino a 35 euro se in stato Fior di Conio, che corrisponde alla più alta valutazione possibile in ambito collezionistico.
Alcuni esemplari valgono anche fino al doppio, in caso di piccole differenziazioni presenti sui lati dell’esemplare, come errori di conio, che però devono essere considerati autentici e non concepiti di proposito.
Questi possono essere dettagli più o meno importanti dal punto di vista grafico / estetico come la presenza di numeri o scritte non realizzate in modo perfetto.
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