Le lire italiane, in particolare quelle più “vecchie” sono ancora molto impresse nella mente dei cittadini italiani, specialmente da parte di coloro che le hanno attivamente utilizzate a lungo: si tratta in molti casi di emissioni che hanno una forma di “legame affettivo” in quanto inerenti a contesti sociali e temporali che fanno riferimento alla propria infanzia o alla giovinezza, come nel caso degli esemplari con il Delfino.
Nello specifico si tratta di una moneta molto comune e longeva, che in alcuni casi molto specifici, quasi unici, possono far addirittura arricchire chi la possiede.
Quale moneta bisogna cercare?
Inevitabilmente la lira italiana ha subito le varie modifiche degli eventi che si sono susseguiti nel corso dei decenni: fino alla seconda guerra mondiale erano ovviamente i regnanti di turno ad essere presenti sulle emissioni, mentre con l’adozione della Repubblica dal 1946 in poi le monete hanno subito enormi cambiamenti.
Anche la 5 lire, in precedenza emissione a dir poco preziosa, spesso costituita in lega d’argento è divenuta comune, sviluppata in Italma in alluminio, in due versioni.
La seconda è sicuramente quella più comune e diffusa, nota proprio come “Delfino” a causa della raffigurazione scelta dalla Zecca di Roma, che vede proprio come “protagonista” il celebre mammifero marino, con tanto di vistoso “5” al di sopra, ed il simbolo della zecca di Roma. Sull’altro lato è presente un timone da imbarcazione, che serve per “guidare” la stessa.
La moneta da 5 lire Delfino è stata molto comune, essendo stata coniata per buona parte della seconda mettà del 20° secolo, idealmente fino al 2000 anche se è stata impiegata con regolarità fino agli anni 90. Quanto vale?
Inaspettatamente molto, se si trova l’esemplare giusto, ma anche i “pezzi” coniati negli anni 50 possono valere fino a 80-100 euro se in perfetto stato.
L’esemplare in grado di arricchire è però uno solo: quello del 1956, anno in cui meno di mezzo milione di esemplari è stato sviluppato dalla Zecca, condizione che ha portato quest’anno a diventare molto ricercato tra i conoscitori questa moneta.
Il valore resta però fortemente legato allo stato di conservazione, se un “pezzo” in buono stato ma con alcuni segni di usura vale al massimo 150 euro, uno in ottimo stato può far guadagnare fino a 3 volte tanto, mentre se la moneta è in condizioni perfette il valore sarà conseguentemente più alto: all’asta una moneta da 5 lire col Delfino può essere venduta per oltre 3000 euro.
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