Google sembra volersi gettare nella mischia delle console da gaming.

Sembrerebbe Google voglia lanciarsi di prepotenza nell’ industria videoludica creando una console che possa rivaleggiare con ps5  e Xbox Scarlett. Il nome in codice del progetto è Project Yeti e si tratterebbe di una console che offra un servizio di gioco in streaming diretto a competere proprio con microsoft e sony.

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I piani di Google.

l’approccio di Google inizia con il creare appunto sorta di piattaforma di streaming, seguito poi da una console fisica vera e propria e quindi da un tentativo di portare gli sviluppatori e software house sotto il proprio ombrello, attraverso il reclutamento aggressivo ed acquisizioni importanti. Google sta reclutando veterani dell’industria videoludica, come Phil Harrison, che in passato ha lavorato sia per Sony che per Microsoft, e sviluppatori talentuosi.

Non è certo una novità Google voglia tentare l’ingresso nel mondo del Gaming. Difatti la società sta esplorando questi campi ormai da un decennio, ciò è confermato anche dal tentativo di acquistare Twitch prima di Amazon nel 2014. Inoltre già da qualche anno sul web girano indiscrezioni sul lancio di una console basata su Android, che però non si è mai vista apparire.

Alla Game Developers Conference di quest’anno alcuni rappresentanti del colosso si sarebbero incontrati con le grandi compagnie videoludiche per testare l’interesse verso il progetto Yeti. Oltre all’ aver tenuto poche settimane fa varie conferenze all’ E3,  non tanto per convincere gli sviluppatori ad abbracciare il proprio progetto, ma quanto ad acquisire direttamente gli studi.

Gli obbiettivi del’ Project Yeti.

L’obbiettivo della piattaforma di streaming in realtà è molto simile a Geforce Now di Nvidia. Google vuole consentire ai possessori di PC economici di giocare a giochi con caratteristiche troppo elevate per i loro pc. Ma altri vantaggi comporterebbero la scomparsa di supporti fisici o del download di giochi, rompendo cosi le barriere hardware del settore.

E’ chiaro però che il lancio della piattaforma di streaming non sarà accolta favorevolmente a livello mondiale dai videogiocatori, a causa delle barriere legate alla banda e le connessioni.

I  piani al momento non sono molto chiari, ma la cosa certa è che Google punta a fare colpo sull’industria videoludica.

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