Il primo capitolo della saga ‘Mother’ compie 30 anni

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Mother, meglio conosciuta come Earthbound è una serie di videogiochi che nonostante l’età ha ancora qualcosa da dire

Mother è sicuramente una delle serie Nintendo che la gente conosce meno, oggi a 30 anni dall’uscita del primo capitolo sul suolo nipponico è arrivato il momento di parlarne.
Era il 1989 e Shigesato Itoi ebbe l’idea di sviluppare un jrpg anomalo, diverso da quelli che si erano visti fino a quel momento su Nes o sulle console uscite precedentemente. Pur mantenendo uno stile di gameplay a tratti simile ai classici jrpg, facendo quindi massiccio utilizzo di incontri casuali per far crescere il livello dei personaggi del party, statistiche o avere quest, Mother si scosta moltissimo dai titoli dello stesso genere come Final fantasy o Ys, prendendo una strada decisamente meno epica e fantasy ma facendo perno su tematiche fantascientifiche e accostando un mondo allegro e solare a tematiche cupe, nascoste sotto un velo di dialoghi a tratti ermetici e non sempre comprensibili fino in fondo.

Il primo capitolo Mother racconta la storia di Ninten, un ragazzo dotato di abilità particolari legate alla psicocinesi, ma essendo un jrpg il nostro protagonista non sarà solo, verrà anzi aiutato da altri personaggi che entreranno a far parte del gruppo, diversificando così i combattimenti con vari personaggi. Il gruppo di ragazzini dovrà recuperare 8 melodie utili per sconfiggere una potente razza di alieni in grado di dominare le menti delle persone. Nonostante la trama non gridasse al miracolo, Mother fu un ottimo gioco che gettò le basi per una serie ricca di potenziale che purtroppo rimase in parte inespresso.

Qualche anno dopo, nel 1994 venne invece rilasciato per Super Nintendo: Mother 2, denominato Earthbound da noi occidentali, capitolo molto importante per la saga e che venne apprezzato decisamente di più del suo predecessore e fece conoscere al mondo il personaggio di Ness.

Il seguito Mother 3 (Earthbound 64) sarebbe dovuto uscire invece su Nintendo 64DD nel 1996, una periferica da utilizzare insieme al 64 bit per poter leggere i dischi ottici, ma vista la poca fama che ebbe questo dispositivo, il gioco venne posticipato tanto da arrivare su console portatile 10 anni dopo rispetto alla data prevista sul nintendone, per la precisione arrivò sul gameboy advance e solo in giappone.
Ness nel frattempo si fece conoscere alla massa più per giochi dove non era protagonista che per la sua vera e propria saga. Sto parlando ovviamente di Super Smash bros, il picchiaduro di casa Nintendo in cui tutti i più famosi personaggi si sfidavano in incontri senza esclusione di colpi. Fu quì che i videogiocatori che non avevano conosciuto la saga di Earthbound, videro per la prima volta il ragazzino con la mazza da baseball, me compreso.

Di recente Yasuyuki Honne, membro di Monolith Software, ha dichiarato che partecipò ad un incontro in cui venne presentato il concept di un Earthbound per gamecube con una grafica simile a quella degli odierni giochi di Yoshi o simile a quella di Kirby’s Epic yarn, ovvero rendendo personaggi e ambienti simili al feltro.

Anche questo progetto venne preso in considerazione ben poco prima di accantonarlo ed ecco che oggi, a 30 anni di distanza dall’uscita di Mother, i fan rimangono con l’amaro in bocca per una saga tanto bella quanto bisfrattata.

E voi ragazzi avete giocato almeno un capitolo di Mother? Conoscevate questa serie di videogiochi? Ditecelo nei commenti

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