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Esperimento con Until Dawn!

Ciao appassionati, ho un piccolo “esperimento” da raccontare, che ho effettuato durante le vacanze natalizie, avendo abbastanza tempo a disposizione ho avuto una stravagante idea.

Nei miei pensieri mi sono chiesto , cosa succede se faccio provare un videogioco ad una persona completamente “ignorante” in ambito videoludico, cinematografico e di serie tv?. Bella domanda!. Dovevo mettere in pratica la mia idea, mi serviva solo la persona adatta per fare ciò. Per fortuna e per sfortuna, in quel giorno, ero provvisto della cavia perfetta (Ha esperienza solo a Fifa). Mi mancava soltanto il videogioco adatto per effettuare l’esperimento, ho optato per un titolo semplice ed immediato, con poche combinazioni di tasti da premere contemporaneamente, ovvero, il videogioco di Supermassive Games, Until Dawn.

Bene, lo faccio accomodare in camera, gli do il tempo necessario per mettersi a suo agio, gli affido il controller della PS4, inserisco il disco di gioco e si parte. Arrivati alla schermata principale, riesce senza difficoltà ad avviare il gioco con una nuova partita. Inizia il filmato iniziale e poi viene catapultato nel gioco, la prima fase è quella di imparare a controllare il personaggio, male, arriva il primo intoppo. Il gioco ti suggerisce in tempo reale (appaiono nello schermo) i tasti esatti per fare una determinata azione, fin qua è tutto chiaro. Ma non era chiaro per la cavia, il gioco suggeriva di premere la levetta di sinistra per iniziare a muovere il personaggio, niente, è rimasto bloccato per “30 secondi” ad osservare il vuoto, finché sono intervenuto io stesso a sbloccare la situazione.

La seconda fase era quella di ispezionare gli oggetti della casa, premendo semplicemente il tasto X, nulla di difficile per la “cavia”. Il problema arriva quando ci sono degli oggetti da “girare” per ispezionarli da cima a fondo, premendo il tasto R2 (per afferrare) e la levetta destra (per girare), ancora una volta la cavia si blocca per altri 30 secondi, i suggerimenti che appaiono nello schermo (TV a 32 pollici a un metro e mezzo di distanza) sono grandi abbastanza per vederli facilmente. Lascio l’ospite a giocare da solo per un paio d’ore, una volta tanto ascoltavo dalla stanza accanto qualche esclamazione del tipo “MAH” e “BOH“, ma sembrava che tutto filasse liscio come l’olio. Dopo circa 2 ore, l’ospite viene a implorare disperatamente il mio aiuto, chiedendomi di superare una fase di gioco, cioè, quando uno dei protagonisti deve accendere un motore a scoppio con il tasto R2 + levetta analogico sinistra. Una volta sistemato il grandissimo “problema”, evado dalla stanza per poi essere richiamato dopo una mezz’oretta, dicendomi le seguenti parole: “NON CE LA FACCIO PIU’!“, “E’ TROPPO CONFUSIONARIO“, “BASTA“. Stava “quasi” per insultarmi dopo avergli fatto provare questo videogioco, era al limite. Prima di iniziare questa avventura, avevo spiegato all’ospite di cosa trattasse il gioco, che la trama si evolveva in base alle scelte del giocatore, ecc…, nonostante ciò, voleva sapere da “ME” come sarebbe andata a finire, chi si salvava e no!. “FOLLIA!”. Fine “dell’esperimento”.

Ovviamente quello che ho fatto è una sciocchezza e non voglio puntare il dito contro nessuno, mi è venuto in mente di fare questa “cosa” perché quasi spesso sento dire dai vari podcast/youtuber/artisti che seguo, che in questo periodo storico la capacità di ascolto e di lettura è diminuita drasticamente, ci si annoia con molta facilità, perché abbiamo “TUTTO E SUBITO”, grazie alla tecnologia e alle comodità che ci offre, ci stiamo impigrendo in un modo “ASSURDO”. Ovviamente con le dovute eccezioni, molti casi nella loro “totale pigrizia” hanno difficoltà di apprendimento.

Puntualizzo che il termine “cavia” è stato utilizzato a scopi ironici. Conosco perfettamente l’ospite. L’articolo non è stato creato con l’intenzione di farvi arrabbiare, ma mira a farvi riflettere. Qualcuno ha avuto delle simili “esperienze”?, fatemi sapere qua sotto con un commento. Non vedo l’ora di leggere le vostre storie.

Scritto da: Alessandro Sansone

 

 

Andrea

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