Come finisce la terza stagione di Castlevania

Come possiamo illudere i fan e proporre una stagione inutile?

La terza stagione di Castlevania riprende circa un mese dopo gli eventi con cui si era conclusa la stagione precedente, articolandosi in quattro storyline separate: partiremo da Alucard, il quale conduce la propria solitaria esistenza presso il castello ereditato dal padre, crogiolandosi nel dolore per il tradimento nei confronti di quest’ultimo e imponendosi questo straziante isolamento.

Trevor Belmont e Sypha, intanto, proseguono la loro relazione in quella che inizialmente sembra essere una specie di luna di miele dopo l’angosciante (ed imbarazzante) flirt tira-e-molla delle prime due stagioni. Il viaggio li conduce in un paesello dove faranno la conoscenza di alcuni inquietanti personaggi: il misterioso Saint-Germain, il flemmatico Giudice e lo stralunato Sala.

Isaac sta tornando in Europa e sta trasformando gli umani in mostri per creare un esercito con cui vendicare la morte del suo ex padrone e sterminare chiunque incroci lungo il suo cammino. Questo lungo viaggio gli darà comunque l’occasione di riflettere sulle sue scelte e sulla sua identità.

Carmilla, invece, è tornata in Stiria con Hector come schiavo: mentre la vampira discute con le sorelle (le Vampire della Stiria),  il da farsi, una di loro – la scaltra Lenore – circuisce Hector nel tentativo di asservirlo e controllare il suo potere di forgiatore, in modo da fornire alle vampire l’esercito di cui hanno bisogno.

Zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz.. ah siamo all’ultimo episodio!

Sicuramente non sono la giudice migliore dal momento che non ho ricordi legati alla celebre saga di videogiochi da cui trae ispirazione, per cui la posso analizzare solo nella sua essenza di anime: le prime stagioni erano partite con il botto, con un antico vampiro deciso a sterminare coloro che si erano rivelati indegni del dono della vita, mettendo a rogo quelle poche anime realmente volte al bene. Nel momento in cui viene a mancare questo pilastro, il resto della serie sembra far fatica: i due protagonisti rimangono imbarazzanti dal punto di vista psicologico, sono in assoluto quelli più trascurati, a tal punto che quasi mi scoccia seguire le loro imprese.

Alucard mi delude per l’ingenuità con cui accoglie i due ragazzi, offrendosi di condividere tutte le sue conoscenze per poi impalarli brutalmente, richiamando alla mente alcune vecchie abitudini del padre defunto (emh ma che ne dici delle vie di mezzo?).

Hector è incommentabile, risentito dal tradimento di Carmilla (che sorpresona), cerca di far il sostenuto con la minuta Lenore per poi buscarle miseramente ed infine, ipnotizzato dalle seducenti fattezze della vampira,  viene definitivamente legato grazie ad un anello magico in modo da asservirla in tutto e per tutto e così anche per le creature che forgerà per le temibili vampire (però ci ha guadagnato una camera con vista e diventa l’amante della giovane, quindi tutto sommato…è andata bene..no?).

Isaac, per me, rimane l’unico personaggio sensato dell’intera stagione, alle prese con un lungo viaggio che lo porterà ad importanti illuminazioni riguardo sé stesso, la vita ed il futuro che lo attendono. Unica pecca lo scontro con il mago, che ho trovato abbastanza inutile, vista la scarsa considerazione di Isaac per gli umani.

In generale non posso dirmi completamente insoddisfatta della stagione, ma era stata presentata come punto fondamentale dell’intera saga, mentre invece mi è parso un banale capitolo di passaggio, pieno di dialoghi inutili e poca azione. Rimaniamo in attesa della quarta stagione, anche se considerato lo svolgimento di quest’ultime, non so quanto concretamente aspettarmi un miglioramento se non altro, nello sviluppo di alcuni protagonisti.

Voi cosa ne pensate? Continuerete a guardare questa serie o vi risulta troppo distante dai videogiochi?

Andrea

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