Ben oltre la metà della popolazione italiana, analogamente a quella di altri paesi non troppo dissimili, è da decenni interi decisamente autodipendente, e circa il 75 % fa ricorso all’automobile per spostamenti medio – lunghi. Acquistare un’automobile è solo il primo step per averla poi a disposizionee, in quanto bisogna “mettersi in regola” fin dal principio, uno dei documenti fondamentali è la carta di circolazione, chiamata anche con la dicitura di “libretto di circolazione”. Se però c’è un simbolo specifico oppure un altro tipo di simbologia non è presente sono possibili multe molto salate.
Di quale simbolo si tratta?
Ecco una rapida analisi.
E’ una vera e propria “carta d’identità” dell’automobile, che identifica ogni caratteristica d informazione del mezzo su quattro ruote. Come per molte altre forme di documentazione, non è facilissima da leggere interamente anche se un buon automobilista dovrebbe in realtà comprendere anche per “sommi capi” la maggior parte delle simbologie presenti.
Dal punto di vista “burocratico”, si tratta di un documento, spesso comprensivo di un unico foglio ripiegabile, rilasciato al momento dell’immatricolazione o reimmatricolazione dell’automobile, e che contiene come detto le informazioni Basilari del mezzo, dal numero di targa fino ad altri dettagli come anno di immatricolazione, la classe d’emissione, ecc.
Ad ogni importante operazione come la revisione ma anche una nuova immatricolazione, cambio di targa o altre modifiche, il libretto camba oppure viene aggiunto in alcune simbologie.
E’ emessa dalla Motorizzazione civile e quasi tutte le informazioni sono evidenziate da singole lettere, ma alcuni elementi sono stati semplificati, ad esempio da circa dieci anni non viene più posto il vecchio timbro che segnala l’avvenuta revisione.
Però alcuni errori da parte dei vecchi proprietari o da parte della Motorizzazione possono costare multe salate perchè possono portare a qualche tipologia di irregolarità burocratica, uno dei principali problemi quando si acquista, si vende o si modifica lo status di un bene come l’automobile, ma anche errori sviluppati dall’utilizzatore, come ad esempio l’eccesso del peso massimo consentito, definito anche portata massima che viene stabilito dal costruttore ovviamente non deve essere superato dal numero e consistenza di bagagli, pena una multa che può superare i 340 euro.
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