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Hai queste 200 Lire del 1991? Ecco quanto valgono oggi, pazzesco

Le 200 lire italiane hanno fatto parte di un periodo storico molto rilevante, quasi fondamentale per il contesto economico nostrano, coinvolto nella seconda parte del 20° secolo da livelli di inflazione importanti che hanno avuto l’effetto di svalutare la moneta italiana, anche per questo motivo proprio dagli anni 70 e 80 sono state parecchie le nuove forme di moneta e banconota dal valore medio / alto che hanno debuttato sul territorio italiano. Oggi le 200 lire possono essere monete dall’alto valore “nostalgico” ma che permettono di fare ricorso ad una grande riconoscibilità ed in alcuni casi anche ad ottenere un guadagno.

Cosa rende queste monete speciali?

I fattori sono vari: vediamoli assieme.

Hai queste 200 Lire del 1991? Il valore è…

La 200 lire italiana è stata molto importante perchè ha messo le basi dal punto di vista estetico e concettuale, essendo stata la prima moneta di tale valore: in epoche antecedenti infatti non esisteva una 200 lire prima dele 1977, anno di prima emissione. E’ stata anche la prima emissione recente della lira italiana costituita esclusivamente in una lega chiamata bronzital composta da rame, alluminio e titanio, utilizzata anche per la parte interna delle 500 lire bimetalliche.

Altra particolarità dell 200 lire, che sono state emesse fino al 2001, è la loro natura di moneta anche commemorativa in quanto in questo arco temporale ha visto lo sviluppo di tante 200 lire dall’aspetto diverso, che però paradossalmente, rispetto ad altre valute (come i 2 euro) sono meno interessanti almeno dal punto di vista colleizonistico. Infatti sono le “tradizionali” emissioni definite Lavoro dalla forma di un ingranaggio meccanico.

Sono molte infatti le 200 lire interessanti anche se quasi tutte, essendo stata una valuta molto comune nel corso dei decenni, valgono pochi euro. Ci sono però degli esemplari come quelli del 1991, o meglio alcuni di questi, che presentano eventuali errori di conio, come la variante “Testa Pelata” ossia alcune monete che presentano sulla parte dove è presente la “testa femminile” proprio una sezione in cui questa non ha effettivamente i capelli a causa di un errore di conio, evidenziato in poche monete del 1979 e poi anche nel 1990 e 1991 come da foto.

Si tratta di emissioni quindi che valgono di più, se in ottimo stato, anche se esiste una doppia tipologia della “testa pelata”, con o senza firma presente in basso.

Se la firma è presente le monete testa pelata possono valere da 30 a 200 euro, se la firma non è presente un po’ meno generalmente tra i 20 ed i 150 euro.

Vincenzo Galletta

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